Terapia Sessuale

In questi casi, il trattamento si basa sull’elaborazione dell’esperienza traumatica attraverso la psicoterapia EMDR. L’ansia anticipatoria, che precede la situazione sessuale fobica, può essere contenuta attraverso tecniche di desensibilizzazione diretta e sistematica verso lo stimolo ansiogeno. Ciò richiede l’utilizzo di esercizi sessuali graduali all’interno di una terapia sessuale integrata o di una terapia cognitivo-comportamentale. Nei https://www.farmaermann.it/ casi più gravi, può essere d’aiuto una terapia psicodinamica che aiuti la donna a rintracciare le cause remote e i traumi all’origine del sintomo. Inoltre una disfunzione sessuale può sì svilupparsi a partire da fattori soggettivi (educazione restrittiva, difficoltà a lasciarsi andare, ansia da prestazione, ecc.), ma non di rado matura dentro a relazioni di coppia disfunzionali o caratterizzate da carenze comunicative o dinamiche di potere.

Cosa succede a un uomo quando va in andropausa?

Andropausa effetti

aumento del peso corporeo, con evidenti depositi di grasso sui fianchi, sull’addome e sulle natiche. riduzione e deterioramento della massa muscolare. aumento di rischio di fratture, dovute alla riduzione della densità ossea. ginecomastia, ovvero l’eccessivo sviluppo della mammella maschile.

Solitamente gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, un tipo di antidepressivi, provocano problemi alla funzione sessuale. Questa condizione, detta vaginite atrofica, può rendere doloroso il rapporto sessuale, analogamente alla rimozione delle ovaie. MEDICITALIA.it propone contenuti a solo scopo informativo e che in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. Tutti i contributi scientifici sono editati da professionisti , da Medical Writer o curati da Medicitalia con il supporto di Opinion Leader esterni e supervisionati dalla Redazione Scientifica.

Le Disfunzioni Sessuali Femminili: Nuove Prospettive Teoriche

Alcune donne possono non mostrare alcuna difficoltà nell’atto sessuale e riuscire a avere rapporti sessuali sufficientemente frequenti da soddisfare le richieste sessuo-affettive del partner, pur non sentendosi intimamente coinvolte nell’attività erotica. Il disturbo da avversione sessuale, conosciuto anche come fobia sessuale, è il persistente o il ricorrente l’evitamento attivo di tutti o quasi tutti i contatti sessuali genitali con un partner, che vengono vissuti dalla donna con ansia, paura o disgusto. Sebbene i genitali siano normali perché rispondono perfettamente all’eccitazione e l’orgasmo può essere raggiunto con la stimolazione del clitoride, per riflesso, l’apertura vaginale si chiude, impedendo così la penetrazione. Il vaginismo rende impossibile anche l’esame ginecologico, così come l’uso di tamponi durante le mestruazioni.

Tecnicamente i disturbi sessuali si suddividono in disfunzioni sessuali, parafilie e disforie di genere. Spesso la diagnosi comporta un colloquio dettagliato con entrambi i partner, singolarmente e insieme. I medici si informano sui sintomi, su altri disturbi, l’uso di farmaci, la relazione fra i due partner, l’umore, l’autostima, le relazioni dell’infanzia, le precedenti esperienze sessuali e i tratti della personalità.

I Nostri Partner

Come le donne, anche gli uomini possono provare un’intensa ansia all’idea di avere un contatto fisico con la partner e la repulsione può riguardare tutti i modi di fare sesso o specifiche pratiche. Le più frequenti cause di questo atteggiamento sono l’aver subito molestie sessuali nell’infanzia/adolescenza e una confusione riguardo le proprie tendenze omo- o etero-sessuali. Le cause del disturbo dell’eccitazione possono essere di natura psicologica, da affrontare con lapsicoterapia cognitivo comportamentale, o biologiche, da curare http://20commandments.blogspot.com/2012/12/sexual-side-effects-of-medication_31.html con gli ormoni (estrogeni per migliorare la lubrificazione e lo spessore delle pareti vaginali, testosterone per aumentare l’eccitabilità) e/o con laterapia della luce. Il trattamento del disturbo da avversione sessuale è centrato sullapsicoterapia cognitivo-comportamentaleche, attraverso un’esposizione graduale, aiuta la persona ad affrontare e superare le situazioni sessuali temute. Questo disturbo, piuttosto comune tra le donne (20-30% dei casi), consiste nell’assenza di fantasie, di pensieri e di desideri sessuali.

In questo periodo c’è un calo dei livelli di ormoni sessuali ovarici, che assieme ai cambiamenti della propria immagine corporea e a fattori socio-relazionali o psicologici (peggioramento del tono dell’umore), contribuiscono alla riduzione del desiderio. In entrambi i casi, il peso di fattori di tipo interpersonale, socio-relazionale e ormonale è preponderante rispetto al sesso maschile. Un ruolo importante è giocato http://www.agentetelecomunicazioni.it/e-vero-che-le-donne-hanno-meno-desiderio-sessuale/ dall’esplorazione e dalla riappropriazione da parte della donna del proprio mondo interiore relativo alle fantasie sessuali e agli aspetti ludici dell’interazione sessuale. Sono tutti i fattori associati alla noia o alla mancanza di interesse e di stimoli all’interno della relazione con il partner abituale, all’ inconscio rifiuto del partner, all’elevata conflittualità di coppia, alle "lotte di potere", ecc.

Una Maggiore Attenzione È Stata Sempre Affidata Al Ruolo Della Partner Nelle Disfunzioni Sessuali Maschili

Imparare a riconoscere le disfunzioni sessuali femminili è il primo passo per imparare a combatterle e a vivere pienamente e senza tabù il sesso, per una vita felice e completa con il proprio partner. Inoltre, l’incidenza del disturbo erettile era 3,8 volte più alta negli uomini le cui partner di sesso femminile avevano una disfunzione sessuale. Basso desiderio, scarsa eccitazione e dolore erano https://www.lloydsfarmacia.it/ le difficoltà femminili più comunemente legate alla DE. «I problemi più frequenti sono la diminuzione del desiderio, i disturbi dell’eccitazione e quelli dell’orgasmo – risponde Linda Vignozzi, direttore della Sod di Andrologia, endocrinologia femminile e incongruenza di genere, Aou Careggi -. Da non trascurare poi anche le alterazioni della lubrificazione che provocano dolore nei rapporti.

Il desiderio sessuale femminile può calare anche quando la donna ha ruoli multipli che le sottraggono tempo ed energie. Fino agli anni Novanta non si era prestata particolare attenzione ai disturbi sessuali femminili, probabilmente a causa delle influenze sociali e degli stereotipi di genere, per cui ad esempio l’eventuale scarso interesse sessuale delle donne veniva normalizzato (Simonelli et al., 2003). Uno dei problemi più frequenti è l’anorgasmia, ossia l’assenza di orgasmo durante il rapporto sessuale. Questo disturbo può presentarsi all’inizio della propria vita sessuale, quando si è ancora esperte e si sta scoprendo per la prima volta il corpo oppure in altre fasi dell’esistenza.

Nel disturbo genitale dell’eccitazione sessuale si manifesta una mancata o ridotta eccitazione sessuale genitale, rispetto alla quale la donna può riferire una minima risposta di congestione vulvare e/o di lubrificazione vaginale e ridotte sensazioni sessuali nelle carezze genitali. L’eccitazione sessuale soggettiva, mentale, può tuttavia essere presente grazie a stimoli sessuali non genitali, ma spesso questa condizione presenta specifiche cause biologiche, che devono essere accuratamente https://www.topfarmacia.it/ diagnosticate o escluse in un’appropriata diagnosi differenziale. Se i problemi raggiungono una gravità tale da provocare angoscia, si può parlare di disfunzione sessuale. La disfunzione sessuale si può descrivere e diagnosticare in termini di problemi specifici, come mancanza di interesse o desiderio, difficoltà a eccitarsi o a raggiungere l’orgasmo, dolore durante l’attività sessuale, contrazione involontaria dei muscoli vaginali o persistente stimolo fisico indesiderato.

Questa difficoltà può essere totale, il che significa che la persona non è mai riuscita a raggiungere l’orgasmo, o parziale, relativa cioè a determinate situazioni o partner, ed è causa di malessere o disagio. Le disfunzioni sessuali, tanto per l’uomo quanto per la donna, possono riguardare una o più di queste fasi e possono essere “generalizzate”, se riguardano tutti i partner e tutte le situazioni, o “situazionali”, se sono limitate a un singolo partner o a una specifica attività sessuale. Si definiscono inoltre “primarie” se sono presenti fin dal primo rapporto sessuale, “secondarie” se compaiono ad un certo punto della vita. Spesso in queste coppie c’è un’ottima intesa e il disturbo non impedisce tutte le alte pratiche sessuali che non comportano la penetrazione. La dispareunia si manifesta, invece, con la presenza di dolore nell’area vaginale durante il rapporto sessuale.

Piuttosto, la storia di ogni singolo paziente dev’essere scrupolosamente studiata allo scopo di portare a remissione la dispareunia. Secondo alcuni studi sembra che sulle donne i fattori genetici abbiano una forte influenza sulla vulnerabilità ai disturbi sessuali legati al desiderio. Lo schema sottostante illustra l’influenza della zona relativamente https://www.aspevi-milano.it/2021/07/21/il-viagra-femminile-arriva-sul-mercato/ alle disfunzioni sessuali femminili. Solo se le difficoltà sessuali non sono meglio spiegate da fobie specifiche, da stereotipi sociali e da condizioni mediche generali si effettua diagnosi di disfunzione sessuale . Infine troviamo il vaginismo, una contrazione involontaria dei muscoli della vagina e del perineo che impedisce la penetrazione.

L’impossibilità di vivere appieno l’intimità infatti spesso mina il rapporto il modo insanabile. Nonostante i risultati riportati dai diversi studi, ancora oggi non ci sono dati sufficienti per suggerire una relazione causale tra disfunzione sessuale femminile e disfunzione sessuale maschile, ma è certamente possibile offrire diverse possibili spiegazioni. E’ chiaro infatti il ruolo determinante delle dinamiche relazionali, delle differenze nel ciclo di risposta sessuale e dei i fattori situazionali e di contesto nel favorire l’insorgenza di una difficoltà sessuale o il suo mantenimento. Le donne che presentano una carenza di desiderio appaiono ‘asessuali’ e si comportano come se i centri sessuali del cervello fossero ‘bloccati’. Non manifestano alcun interesse per la sessualità e, se si presenta un’occasione erotica, non ne approfittano. Si può avere la vasocongestione degli organi genitali, la lubrificazione caratteristica della fase di eccitazione e anche un orgasmo, ma ogni esperienza sessuale viene vissuta in modo meccanico, senza provare piacere.

Nella maggior parte dei casi la causa è un blocco psicologico dovuto ad un trauma, ad una paura o, peggio ancora, ad una fobia legata al sesso. Una maggiore attenzione è stata sempre affidata al ruolo della partner nelle disfunzioni sessuali maschili. Questo disturbo, noto anche comedisfunzione erettile,consiste nell’incapacità di raggiungere o mantenere l’erezione per un tempo sufficiente ad avere un’attività sessuale soddisfacente. In genere provoca un forte disagio e la persona tende a non affrontare l’argomento con il partner o con uno specialista.

  • Occorre valutare qual è l’impatto della malattia sulla funzione sessuale e quanto la donna percepisce la patologia come limitante per questo aspetto della propria vita.
  • Tuttavia, le donne che controllano o nascondono le emozioni possono avere difficoltà a esprimere le sensazioni sessuali.
  • Dai lavori scientifici presenti, risulta centrale il ruolo del personal distress, cioè il sentimento soggettivo di malessere riportato dalla donna in relazione ad una disfunzione sessuale, come criterio fondamentale da tener conto in fase di valutazione.
  • Fino alla fine degli anni Novanta, la ricerca scientifica si è occupata solo in minima parte delle disfunzioni sessuali femminili , le quali sono state classificate in modo speculare alla definizione dei disturbi maschili, senza tener conto di alcune peculiarità della sessualità della donna.
  • Inoltre, l’incidenza del disturbo erettile era 3,8 volte più alta negli uomini le cui partner di sesso femminile avevano una disfunzione sessuale.

Eventuali terapie farmacologiche prescritte dal medico sono infatti associate alla psicoeducazione , alla terapia sessuale (effettuata singolarmente e/o in coppia) e alla psicoterapia cognitivo-comportamentale. Va precisato tuttavia che, per quanto la componente biologica possa avere un suo peso, sono proprio i fattori cognitivi ed emotivi ad avere influenza maggiore nel calo del desiderio sessuale. Solo in seguito a un’approfondita valutazione clinica, il professionista può stabilire se si tratti di un disturbo sessuale puro o se esso possa essere giustificato da condizioni mediche (es. uso di farmaci), da disturbi mentali non sessuali o da idee distorte di tipo culturale. La disfunzione sessuale nella donna, ancora più che nell’uomo, è il risultato di un complesso equilibrio di meccanismi mentali, fisici, sociali e relativi alle dinamiche di coppia, che può variare enormemente da soggetto a soggetto.

Rapidamente la vita personale, familiare, sociale e affettiva deve riorganizzarsi nel minor tempo possibile. Il senso di fatica, il dolore del distacco, il timore di non farcela, la paura del futuro e la nostalgia del passato sono spesso estremamente intensi. L’Istituto di Psicopatologia, attivo a Roma dal 1996, è un centro ultraspecialistico di riferimento per il trattamento dei disturbi dell’umore e d’ansia e per la terapia combinata farmaci-psicoterapia. Detta anche eiaculazione secca, l’eiaculazione retrograda consiste nell’espulsione, in tutto o in parte, del liquido seminale verso la vescica piuttosto che verso l’esterno. Il vaginismo consiste in una contrazione involontaria della muscolatura più esterna della vagina che rende difficile o impossibile la penetrazione, sia col pene, sia con le dita. Per affrontare il problema nel primo caso è necessaria una terapia medica specifica, nel secondo unapsicoterapia cognitivo-comportamentalecon ricorso a tecniche specifiche, come gli “esercizi di Kegel”, che consentono di ottenere una migliore dilatazione vaginale.

Posted on March 5, 2021, in Farmacia online. Bookmark the permalink. Leave a comment.

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